Secondo la tradizione toscana, il Podere Il Casino produce uva accanto alle olive. I vigneti si trovano a sud e a est delle zone vinicole tradizionali di Montalcino e Scansano e sono compresi nella zona DOC di Montecucco, quella che dalla fine dello scorso decennio ha visto la maggior crescita tra le numerose nuove zone a denominazione di origine controllata. Diverse aziende della regione circostante e dell’Italia settentrionale hanno introdotto nuovi vigneti nella zona: le condizioni climatiche e biologiche assicurano una produzione ottimale.
A circa 400 metri di altezza, sul confine orientale della zona DOC, la zona del Podere Il Casino ha un mesoclima e caratteristiche geologiche che lo differenziano dal territorio di diffusione originario del Montecucco intorno a Montenero e Cinigiano. Mentre tali zone sono influenzate positivamente dal clima della Maremma, con terreni più fertili e ricchi, sul clima intorno al podere influisce molto la presenza del Monte Amiata. La posizione sul versante nord occidentale delle colline porta temperature notturne abbastanza fresche anche negli periodi caldi e quindi permette di produrre vini più freschi ed aromatici. I terreni sono pietrosi e con meno sostanze nutritive, marnosi e ricchi di silice. Lo strato di terreno attivo è simile a quello intorno a Castelnuovo dell’Abate, dove sono già state prodotte grandi Brunello di Montalcino.
I vigneti hanno un’estensione di circa 4 ettari, suddivisi in quattro particelle con una densità d’impianto di 5.500 piante per ettaro. La maggior parte e dedicato al vitigno Sangiovese, mentre due particelle sono particolarmente adatte anche per il Cabernet Sauvignon e il Merlot.
Il metodo di coltivazione rispetta le norme dell’agricoltura biologica. Dato che nei mesi estivi la pioggia è scarsa, i filari vengono lavorati e inerbito in modo alternato, ad evitare l’eccessivo sfruttamento del terreno. Per l’ inerbimento viene impiegato uno studiato mix di leguminose, graminacee, cereali e piante medicinali, che grazie alla profonda penetrazione radicale ed al continuo apporto di sostanze organiche migliora la polverizzazione e la permeabilità del terreno.
Un diradamento rigoroso occorre dopo l’invaiatura per assicurare una effettiva ventilazione.
Cosi le uve si asciugano rapido dopo le precipitazione e il numero di trattamenti può essere ridotto. Quello significa pero che la produzione e molto bassa (intorno ai 30 hl/ha).
Nella vigna ci lavoriamo tanto per produrre uve sane e mature. In cantina invece cerchiamo di limitare gli interventi in modo di trovare un’espressione pura della qualità delle uve, del terreno e dell’annata.
La vinificazione non e standardizzato e varia secondo l’annata e la qualità dell’uva.
Dopo la vendemmia la fermentazione inizia con lieviti naturali, con piccole dose di metabisolfit ma senz’altri aggiunti artificiali. La macerazione dura 15 fino 25 giornate dopodichè il mosto e svinato in serbatoi di acciao inox e Tonneaux di rovere di 500 litri dove il vino rimane sulla feccia per un periodo di 12 a 18 mesi. La fermentazione malolattica occorre spontaneamente senz’aggiunto di batteri. Il vino matura in un ambiente termo-condizionato.


